Ci sono giorni in cui ti sembra che l’universo abbia un’agenda segreta contro di te: perdi l’autobus, sbagli una mail, e proprio quando ti rilassi succede l’imprevisto. Ecco perché l’idea dei “segni più sfortunati” ci cattura subito, non tanto per dare colpe alle stelle, quanto per mettere ordine in quella sensazione di caos.
Cosa significa davvero “segno sfortunato”
Parliamoci chiaro: secondo l’astrologia la fortuna non è un timbro fisso sulla fronte, ma un mix di transiti, aspetti e predisposizioni personali. Quando un segno viene definito “sfortunato”, spesso significa che:
- vive gli ostacoli con più intensità
- interpreta i segnali in modo più emotivo o più rigido
- tende a ricordare le delusioni più delle vittorie
In altre parole, la percezione della sfortuna conta quanto gli eventi.
Il primo posto (quasi sempre): Pesci
Nelle classifiche più ricorrenti, i Pesci finiscono al numero uno. Non perché siano “maledetti”, ma perché hanno una combinazione che, nella vita quotidiana, può sembrare un boomerang: sensibilità altissima e immaginazione senza freni.
Ecco il meccanismo, semplice ma potentissimo:
- Iperempatia: assorbono umori e tensioni, anche quando non c’entrano nulla. Se un ambiente è pesante, loro lo sentono addosso.
- Sogno contro realtà: quando idealizzano una persona o un progetto, la caduta fa più male. E il dolore, vissuto con intensità, diventa “prova” che non va mai bene.
- Memoria emotiva: una delusione può restare lì, come una macchia. Così, anche se arrivano cose buone, l’impressione è che siano eccezioni.
Il punto chiave è questo: nei Pesci la “sfortuna” spesso è un riflesso emotivo, non una statistica oggettiva. Ma siccome la vivono con l’anima, sembra più reale.
La classifica più condivisa (e perché cambia a seconda delle fonti)
Dopo i Pesci, le posizioni oscillano, ma alcuni segni tornano continuamente. Una ricostruzione credibile, che mette insieme le letture più comuni, è questa:
- Pesci: ipersensibilità, vulnerabilità alle influenze esterne, aspettative alte.
- Capricorno: responsabilità costanti, ostacoli lunghi, riconoscimenti che arrivano tardi.
- Scorpione: crisi e rinascite, sospetti, ferite che trasformano, a volte la sensazione di “tradimenti” ovunque.
- Gemelli: indecisione e dispersione, si aprono troppe porte insieme e poi si inciampa sul dettaglio.
- Sagittario: impazienza, fiducia totale nel “andrà bene”, e quando qualcosa frena il viaggio sembra una beffa.
E la Vergine? In molte classifiche si contende il secondo posto col Capricorno: non tanto per sfortuna pura, quanto per lo sguardo molto realistico, a tratti critico, che fa pesare ogni inciampo. Il Cancro, invece, compare spesso tra i “più colpiti” sul piano affettivo, perché vive le crepe emotive come terremoti domestici.
Perché Capricorno e Scorpione “sentono” più sfortuna
Il Capricorno tende a costruire tutto con fatica. È il segno che stringe i denti, si carica il mondo sulle spalle e, proprio per questo, percepisce ogni rallentamento come un’ingiustizia. Se i risultati non arrivano subito, la narrazione interna diventa: “Devo sempre lottare più degli altri”.
Lo Scorpione, invece, vive per intensità. Quando qualcosa va storto, non è “un problema”, è una prova di lealtà, un passaggio iniziatico. E le trasformazioni, anche quando portano bene, prima fanno male.
Come trasformare la “sfortuna” in vantaggio (senza magie)
Se ti riconosci in uno di questi profili, c’è un modo pratico per spezzare la spirale:
- Pesci: metti confini chiari (persone, tempi, energie). La sensibilità diventa talento quando ha un argine.
- Capricorno: misura i progressi in settimane, non in ore. La costanza vince, ma va vista.
- Scorpione: quando senti il sospetto salire, chiediti cosa sai davvero e cosa stai immaginando.
- Gemelli: scegli una priorità al giorno, una sola, e proteggila.
- Sagittario: lascia spazio ai piani B, non come rinuncia, ma come intelligenza strategica.
Alla fine, la classifica si chiude con una risposta netta: i Pesci sono il segno più “sfortunato” per reputazione, perché vivono ogni colpo con profondità rara. E, paradossalmente, è proprio lì che può nascere la loro fortuna più grande, la capacità di trasformare emozione in intuizione, e intuizione in scelte migliori.




