Grondaie intasate? Ecco il metodo sicuro per pulirle senza salire pericolosamente sul tetto

Ti accorgi che qualcosa non va quando piove “troppo” anche se non sta piovendo così forte: gocce che scendono a cascata, aloni sul muro, un rumore di acqua che ristagna. In quel momento la tentazione è una sola, salire e sistemare tutto in fretta. Ma spesso non serve, e soprattutto non vale il rischio: molte grondaie intasate si possono liberare con una pulizia da terra, in modo ragionato e sorprendentemente efficace.

Perché si intasano (e perché conviene intervenire subito)

Le grondaia sono come un piccolo canale di scolo, se si riempiono di foglie secche, aghi di pino, terriccio e piccoli rametti, l’acqua smette di scorrere e cerca una via alternativa. Il risultato può essere:

  • tracimazioni che bagnano facciata e infissi
  • ristagni che accelerano corrosione e microfessure
  • scarichi verticali ostruiti, con ritorni d’acqua e cattivi odori

La regola pratica è semplice: prima ripulisci, poi controlli il deflusso. E lo fai senza acrobazie.

Il metodo più sicuro: asta telescopica con spazzola

Se l’ostruzione è fatta soprattutto di materiale asciutto, questa è la soluzione più pulita e controllabile. Serve un’asta telescopica (alluminio o plastica) con spazzola orientabile, in alternativa uno scovolino o una piccola paletta.

Come procedere, passo dopo passo:

  1. Posizionati su terreno stabile, con spazio per arretrare di mezzo passo se serve.
  2. Prova l’estensione dell’asta a vuoto, meglio un attimo in più qui che un colpo maldestro dopo.
  3. Lavora a tratti di 50-80 cm, spingendo i detriti verso un punto “di raccolta” (di solito vicino allo scarico).
  4. Fai piccole pause e verifica il risultato con un filo d’acqua (non un getto violento).

Un trucco che funziona davvero: meglio due passate leggere che una aggressiva. Riduci schizzi, non stressi le giunzioni e senti subito dove l’ostruzione “cede”.

Risciacquo controllato: tubo flessibile e acqua

Quando restano residui fini, fango o piccoli accumuli, l’acqua aiuta a trascinare via ciò che la spazzola non prende. Qui la parola chiave è pressione: deve essere coerente con il materiale delle grondaie e con le condizioni delle staffe.

  • usa un tubo da giardino con getto regolabile
  • procedi lentamente, lasciando lavorare il flusso
  • metti sotto uno straccio grande, un telo o un secchio nella zona di scarico per proteggere pavimento e aiuole

Se vedi spruzzi che tornano indietro, non insistere aumentando la pressione: spesso significa che lo scarico è ancora parzialmente chiuso.

Incrostazioni e calcare: la soluzione “soft” prima di tutto

Quando l’acqua scorre ma sembra “frenata”, può esserci una patina di calcare o sporco aderente. In questi casi, puoi provare con aceto bianco diluito 1:1 con acqua, lasciandolo agire circa 30 minuti e poi risciacquando con calma.

Se l’incrostazione è più tenace, esistono disincrostanti anticalcare acidi specifici per uso edilizio. Qui conta la prudenza: segui le indicazioni in etichetta, evita miscele improvvisate, proteggi occhi e mani, e risciacqua sempre in modo abbondante.

Detriti asciutti: soffiatore di foglie (solo in condizioni adatte)

Su tetti a bassa pendenza e con residui leggeri, un soffiatore di foglie può espellere rapidamente foglie e aghi. Indossa occhiali protettivi e considera che è un metodo più “disordinato”: funziona bene, ma devi accettare che qualcosa finirà a terra.

Sicurezza: le regole che non si negoziano

La parte più importante è quella che non si vede nelle foto “fai da te”:

  • lavora solo da terra, se la situazione lo permette
  • indossa guanti da lavoro e scarpe antiscivolo
  • evita temporali, vento forte e pioggia intensa
  • usa attrezzi adatti, senza improvvisare prolunghe instabili
  • programma la manutenzione almeno una volta l’anno, meglio due (fine autunno e inizio primavera)

Checklist degli attrezzi essenziali

  • asta telescopica
  • spazzola orientabile (o scovolino, o paletta)
  • tubo da giardino
  • secchio, telo o stracci assorbenti
  • guanti protettivi
  • scarpe antiscivolo

Quando finisci, fai l’ultima prova che ti dà la certezza: un risciacquo breve e uniforme. Se l’acqua corre senza esitazioni fino allo scarico, hai risolto davvero, e senza salire dove non serve.

Redazione Ottiero Notitizie

Redazione Ottiero Notitizie

Articoli: 173

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *