Ti capita mai di sentire un fastidio allo stomaco e pensare: “Sarà solo stress, passerà”? È una reazione normalissima. Il punto è che alcune malattie, tra cui il cancro al pancreas, all’inizio sanno “mimetizzarsi” dietro disturbi comuni. E quando finalmente si fanno notare, spesso lo fanno con segnali che sembrano arrivare da tutt’altra parte.
Perché i sintomi sono così facili da confondere
Il pancreas è un organo discreto, lavora in silenzio e sta in una zona profonda dell’addome. Per questo i primi segnali possono assomigliare a gastrite, reflusso, colite, o a un periodo di stanchezza intensa. Inoltre, i sintomi cambiano a seconda di dove si trova la lesione, nella testa, nel corpo o nella coda del pancreas.
Il risultato? Spesso non c’è un singolo campanello d’allarme, ma una somma di indizi.
Il segnale che colpisce subito: il cambiamento del colore
Tra i sintomi più noti c’è l’ittero, cioè l’ingiallimento della pelle e della parte bianca degli occhi. Può comparire quando i dotti biliari vengono ostacolati, cosa più frequente se il problema è nella “testa” del pancreas.
In genere si accompagna a dettagli molto specifici, che vale la pena conoscere:
- urine scure, tipo tè
- feci chiare (talvolta grigiastre)
- prurito diffuso, anche senza rash evidente
Sono segnali visibili, concreti, e proprio per questo non andrebbero minimizzati.
Dolore addominale e mal di schiena: quando il fastidio cambia posizione
Un altro sintomo comune è il dolore addominale nella parte alta, spesso sotto le costole. All’inizio può essere intermittente, poi più insistente. La particolarità è che può irradiarsi alla schiena o ai fianchi, come un mal di schiena “strano” che non si spiega con postura o sforzi.
Alcune persone lo descrivono così: “È come un peso interno che non trova posizione”. Non è una descrizione medica, ma rende bene l’idea di un dolore profondo, diverso dal classico crampo.
Perdita di peso e appetito che sparisce: il corpo “fa economia”
La perdita di peso involontaria è uno dei segnali più ricorrenti. Non parliamo di due chili dopo una settimana impegnativa, ma di un dimagrimento progressivo senza aver cambiato alimentazione o attività.
Spesso è legata a due fattori che si sommano:
- anoressia o calo dell’appetito (il cibo “non attira”)
- assorbimento peggiore dei nutrienti, perché la digestione diventa meno efficace
A volte compare anche una sensazione di sazietà precoce, come se bastassero poche forchettate per sentirsi pieni e gonfi.
Nausea, vomito e digestione difficile: il pasto che “rimane addosso”
Molti disturbi iniziano a tavola. Può comparire nausea, talvolta vomito, e una digestione lenta, pesante, soprattutto dopo pasti grassi. È quel tipo di malessere che ti fa dire: “Forse ho mangiato qualcosa che non mi ha fatto bene”, solo che tende a ripetersi.
Tra i segnali digestivi, uno dei più caratteristici è la steatorrea, cioè feci più:
- voluminose
- lucide o untuose
- maleodoranti
- difficili da sciacquare
È un indizio di possibile insufficienza pancreatica, perché gli enzimi digestivi non arrivano come dovrebbero.
Stanchezza intensa e diabete che compare “dal nulla”
La stanchezza estrema è frequente e può sembrare semplicemente stress, insonnia, lavoro. Ma quando è nuova, persistente, e si accompagna ad altri segnali, merita attenzione.
In alcuni casi può comparire o peggiorare anche il diabete, con sete intensa, minzione frequente e fame insolita. Non è un segno “sicuro” da solo, ma in un quadro complessivo può essere un pezzo importante del puzzle.
Quando mettere insieme i puntini
Più che un singolo sintomo, conta la combinazione e la persistenza. In particolare, è prudente parlarne con un medico se compaiono:
- ingiallimento di pelle o occhi con urine scure
- dolore alto addominale che arriva alla schiena
- dimagrimento non spiegato con perdita di appetito
- disturbi digestivi nuovi con feci untuose
- stanchezza marcata che non passa
L’obiettivo non è allarmarsi, ma fare chiarezza. Molte cause sono benigne e trattabili, però riconoscere questi segnali, senza aspettare mesi, può fare una differenza enorme.




