C’è un momento preciso in cui te ne accorgi: tiri fuori la maglia dalla lavatrice, profuma “quasi”, poi la indossi e dopo dieci minuti… eccolo lì, quell’odore di sudore che sembra riaccendersi dal nulla. Non è immaginazione, è chimica, e per fortuna si può battere con un trucco semplice, economico e sorprendentemente efficace.
Perché l’odore di sudore torna anche dopo il lavaggio
Il sudore, da solo, non è “puzza”. Il problema nasce quando si mescola con sebo, residui di deodorante e batteri, e quando queste sostanze restano intrappolate nelle fibre, soprattutto sotto le ascelle. Se il capo viene lasciato umido in borsa, nel cesto o accartocciato, l’odore si “fissa” e diventa più ostinato.
Qui entra in gioco una parola chiave: acido acetico, la componente principale dell’aceto. È lui che aiuta a sciogliere e rimuovere le molecole responsabili del cattivo odore, agendo come un piccolo “solvente” naturale.
Il trucco definitivo: ammollo in acqua fredda e aceto bianco
Questa è la tecnica che, nella pratica quotidiana, fa davvero la differenza: immersione in acqua fredda e aceto bianco. Funziona perché l’aceto ha proprietà deodoranti e igienizzanti, e perché l’ammollo dà tempo alla soluzione di arrivare dove il lavaggio veloce spesso non arriva.
Cosa ti serve
- Una bacinella o un lavabo pulito
- Acqua fredda (o al massimo tiepida)
- 1 bicchiere di aceto bianco (circa 200 ml)
- La maglia con l’odore, meglio se già asciutta
Procedura passo dopo passo
- Fai asciugare il capo all’aria: appena rientri, appendi la maglia e lasciala asciugare completamente. Sembra controintuitivo, ma sul tessuto asciutto il trattamento è più mirato.
- Prepara la soluzione: riempi la bacinella con acqua fredda e aggiungi un bicchiere di aceto bianco. Mescola con la mano.
- Immergi la maglia: assicurati che la zona delle ascelle sia ben coperta dall’acqua.
- Lascia in ammollo almeno 30 minuti: se l’odore è persistente, puoi arrivare a 60 o 90 minuti.
- Risciacqua velocemente (facoltativo): se il tessuto è delicato o temi l’odore di aceto, un risciacquo rapido aiuta, ma non è indispensabile.
- Lava in lavatrice: usa il tuo detersivo abituale e scegli, se possibile, una temperatura alta o molto alta, sempre rispettando l’etichetta del capo.
Risultato tipico: l’odore “di ritorno”, quello che compare appena il tessuto si scalda sul corpo, tende a sparire perché non viene coperto, viene rimosso.
Pretrattamento mirato: quando le ascelle sono il punto critico
Se la maglia è “condannata” soprattutto sotto le braccia, fai così: imbevi una spugna o un panno con la soluzione di acqua e aceto, poi strofina delicatamente la parte interna delle ascelle. Lascia agire più a lungo prima del lavaggio. È un gesto piccolo, ma spesso è quello che cambia tutto.
Alternative utili se vuoi potenziare l’effetto
A volte serve un piano B, o un rinforzo. Ecco i rimedi pretrattanti più pratici:
- Bicarbonato di sodio: fai una pasta con acqua e applicala sulle zone maleodoranti, lascia agire almeno 15 minuti, poi risciacqua e lava. Ottimo per neutralizzare gli odori.
- Sgrassatore delicato: una spruzzata sulle ascelle, pochi minuti di posa, poi lavaggio. Utile se c’è anche residuo di deodorante.
- Detersivo concentrato: per tessuti resistenti, ammollo di 30 minuti prima del lavaggio tradizionale.
- Detergenti enzimatici: ideali per capi sportivi e sintetici, aiutano a spezzare le sostanze organiche che alimentano l’odore.
Come prevenire il problema (e non pensarci più)
La vera svolta è non dare tempo al sudore di “sedimentarsi”. Prova queste abitudini semplici:
- Appendi subito la maglia quando torni a casa, mai lasciarla in borsa o nel cesto umida.
- Intervieni tempestivamente: più aspetti, più l’odore si fissa.
- Lava dopo ogni utilizzo, soprattutto i capi sportivi.
- Se l’odore resiste, ripeti il ciclo o ripeti l’ammollo, senza improvvisare miscele aggressive.
In pratica, il trucco non è coprire l’odore, è eliminarlo alla radice. E quando inizi a vedere i risultati, diventa uno di quei gesti “salva-maglie” che non molli più.




