È giusto togliersi le scarpe quando entriamo in casa? La risposta forse ti stupirà

C’è un gesto minuscolo che, appena varchi una soglia, può cambiare l’atmosfera: guardi i piedi, poi il pavimento, poi la faccia di chi ti ospita. E in quel secondo scatta la domanda, quasi imbarazzante: le scarpe si tengono o si lasciano all’ingresso?

La risposta che mette d’accordo quasi tutti

Sì, togliersi le scarpe in casa è generalmente una buona pratica, soprattutto per igiene e pulizia. Non è una tradizione italiana radicata come in altri Paesi, e il galateo occidentale classico non lo impone, ma sul piano pratico i vantaggi sono concreti. Il punto, semmai, è come farlo senza trasformare un gesto sensato in un momento scomodo.

Cosa portiamo davvero sotto le suole

Quando camminiamo fuori, le suole diventano una specie di “spugna” invisibile. Non serve essere maniaci dell’ordine per capirlo: basta pensare a marciapiedi, mezzi pubblici, scale condominiali, bagni di bar, pioggia e polvere.

In casa, poi, quelle tracce non restano confinate all’ingresso: si spostano, si spezzettano, si depositano. E se in famiglia ci sono bambini piccoli che gattonano o persone che si siedono spesso a terra, il tema smette di essere teorico.

Ecco cosa si riduce togliendo le scarpe:

  • sporco visibile (terra, sabbia, piccoli detriti)
  • batteri e contaminanti che si accumulano sulle superfici esterne
  • odori e umidità, soprattutto in giornate piovose
  • tempo di pulizie, perché il pavimento “regge” meglio tra un lavaggio e l’altro

Negli ultimi anni, in particolare nel periodo post-Covid, questa sensibilità è cresciuta: durante il lockdown di marzo 2020 molte persone hanno iniziato a creare una routine d’ingresso, quasi come un piccolo filtro tra fuori e dentro.

Non è solo igiene, è anche un messaggio

C’è un’altra dimensione, più sottile. Togliere le scarpe comunica: “qui dentro è diverso”. È una forma di rispetto per lo spazio domestico, visto come luogo intimo, protetto, personale.

Non a caso, in tante tradizioni religiose e culturali il gesto ha un valore simbolico: si lascia fuori ciò che è “strada” per entrare in un luogo percepito come speciale. È lo stesso principio che si ritrova in contesti induisti, musulmani, buddisti e anche in riferimenti biblici (come l’invito a togliersi i sandali in un luogo sacro). Anche senza spiritualità, l’idea resta potente: la casa come piccola zona franca.

E in Italia? Una consuetudine in movimento

In Italia non è automatico. Molti sono cresciuti con l’idea che l’ospite vada accolto senza “richieste”, e che togliersi le scarpe sia un’abitudine da spazi privati, non da visite formali.

Altrove, invece, è normale. In Giappone, per esempio, l’ingresso è progettato proprio per questo, con il Genkan, una zona di passaggio dove si lasciano le scarpe e si indossano pantofole. Anche in diversi Paesi europei vicini è comune, soprattutto nelle case con parquet o moquette.

Da noi sta diventando una sorta di “nuova normalità”, spinta da due cose molto concrete: il desiderio di tenere casa più pulita e la consapevolezza che, se la regola è chiara, non è affatto una fissazione.

Galateo e imbarazzo: il vero nodo

Qui arriva la parte delicata. Il galateo tradizionale non prevede esplicitamente di chiedere agli ospiti di togliersi le scarpe, anche perché i piedi sono percepiti come zona intima e non tutti si sentono a proprio agio. Pensiamo a:

  • chi indossa tacchi o scarpe abbinate a un outfit preciso
  • chi teme calze non perfette, oppure ha caldo e non vuole restare “scoperto”
  • chi ha esigenze ortopediche e preferisce una calzatura stabile

Quindi sì, togliersi le scarpe è sensato, ma va gestito con tatto.

Come farlo senza creare disagio (e senza sembrare rigidi)

Se vuoi adottare questa abitudine, il segreto è rendere la scelta facile e naturale.

  1. Prepara l’ingresso: una seduta comoda, una piccola scarpiera o un angolo ordinato.
  2. Offri pantofole di cortesia (anche semplici, pulite, in più misure).
  3. Avvisa in anticipo se la serata è “formale” o se sai che qualcuno ci tiene al look.
  4. Usa una frase leggera: “Se ti va, qui di solito lasciamo le scarpe, così teniamo il pavimento più pulito”.

Quando l’ambiente lo suggerisce, molte persone lo fanno spontaneamente, senza bisogno di imposizioni.

In conclusione: giusto sì, ma con intelligenza

Togliersi le scarpe in casa è una scelta che premia: più pulizia, più igiene, meno manutenzione e spesso anche una sensazione di casa più “morbida”, più protetta. Non è una regola universale, però, e non vale la pena mettere in imbarazzo qualcuno per un principio sacrosanto.

La risposta, insomma, è sorprendentemente semplice: è giusto farlo, a patto di far sentire tutti a loro agio. Perché l’ospitalità, alla fine, dovrebbe essere comoda quanto un paio di pantofole.

Redazione Ottiero Notitizie

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