Ti confesso una cosa, la prima volta che ho comprato un tiragraffi ho scelto “quello più bello”. Risultato, il gatto ha continuato a farsi le unghie sul divano con una serenità disarmante. Poi ho capito che, per loro, non conta l’estetica, contano sensazioni, stabilità e un dettaglio che spesso ignoriamo, la possibilità di stirarsi come si deve.
Perché il tiragraffi non è un capriccio (e salva davvero i mobili)
Il tiragraffi non serve solo a limare le unghie. È un modo per:
- marcare il territorio (con feromoni e segni visivi),
- scaricare stress,
- mantenere unghie e muscoli in salute,
- creare una routine rassicurante.
Se lo scegli bene, diventa un punto di riferimento, non un oggetto “tollerato” in casa.
Materiali: quello che piace davvero sotto le zampe
Qui si gioca metà della partita. La maggior parte dei gatti ama la corda di sisal, perché è ruvida, resistente e “gratificante” al graffio. Detto questo, l’età e il carattere fanno la differenza.
Cosa tende a funzionare meglio:
- Gatti adulti: sisal su palo verticale, o sisal su superfici ampie.
- Gattini: spesso impazziscono per il cartone, soprattutto se ondulato, perché è leggero, facile da “scavare” e dà subito feedback.
- Gatti anziani: a volte preferiscono materiali più morbidi, come moquette o superfici meno abrasive (anche per articolazioni più sensibili).
Se il tuo gatto ignora un materiale, non è “viziato”, è solo molto coerente con le sue preferenze.
Altezza e struttura: la regola dell’allungamento completo
Un buon tiragraffi verticale deve permettere al gatto di allungarsi completamente. Per molti gatti adulti, una misura sensata è circa 90 cm di altezza utile. Sotto questa soglia, spesso lo useranno comunque, ma con meno entusiasmo, e tenderanno a cercare alternative, come braccioli e spigoli dei mobili.
Quale struttura scegliere in base a età e stile di vita
- Cuccioli e giovani gatti: graffiatoi bassi (fino a 1 metro), con appigli facili e superfici da esplorare.
- Gatti adulti: strutture più alte, anche a più livelli, con pali multipli e zone di riposo.
- Gatti che graffiano a terra: modelli orizzontali o inclinati, meglio se con superficie ondulata.
- Case piccole: tavolette compatte, oppure colonne verticali salvaspazio.
Stabilità e robustezza: se traballa, lo abbandonano
Questo punto è brutale, se il tiragraffi si muove mentre il gatto graffia, lui lo registra come “insicuro” e passa oltre. Cerca:
- base ampia e pesante,
- palo di diametro generoso, utile soprattutto per gatti grandi,
- piattaforme ben fissate, senza oscillazioni.
Se serve, puoi anche fissarlo a parete, ma spesso basta scegliere un modello ben bilanciato.
Dove metterlo: il posto giusto vale quanto il modello
Il posizionamento è un trucco sottovalutato. Mettilo dove il gatto vive davvero, non in un angolo “per non vederlo”. Funzionano bene:
- vicino all’ingresso o ai passaggi,
- tra zona giorno e terrazzo, o vicino a finestre frequentate,
- accanto al punto in cui dorme (molti graffiano appena si svegliano).
Modelli consigliati (scegli quello che somiglia al tuo gatto)
| Tipo di tiragraffi | Ideale per | Perché funziona |
|---|---|---|
| Colonna verticale in sisal | quasi tutti i gatti | semplice, efficace, ottimo per allungamento |
| Tiragraffi “albero” multi-livello | gatti attivi, case con più gatti | unisce arrampicata, riposo e graffio |
| Tavoletta compatta | spazi piccoli, seconde postazioni | facile da spostare, utile “anti emergenza divano” |
| Orizzontale/inclinato in cartone | gattini, graffiatori a terra | irresistibile, soprattutto se ondulato |
| Modello con piattaforme basse | gatti anziani | più accessibile, meno stress su schiena e articolazioni |
Il test finale: osserva e “copia” le sue abitudini
L’ultima chiave è guardare il tuo gatto come se fosse un indizio vivente. Graffia in alto o in basso? Preferisce superfici ruvide o morbide? Si stiracchia contro lo stipite o “scava” sul tappeto? Scegli un tiragraffi che replichi quel gesto, con materiale, orientamento e altezza coerenti.
Quando ci prendi, succede una cosa bellissima, smetti di combattere con il gatto e inizi finalmente a collaborare con lui. E il divano, fidati, ringrazia.



