Come scegliere il tiragraffi perfetto per il tuo gatto: ecco i modelli consigliati

Ti confesso una cosa, la prima volta che ho comprato un tiragraffi ho scelto “quello più bello”. Risultato, il gatto ha continuato a farsi le unghie sul divano con una serenità disarmante. Poi ho capito che, per loro, non conta l’estetica, contano sensazioni, stabilità e un dettaglio che spesso ignoriamo, la possibilità di stirarsi come si deve.

Perché il tiragraffi non è un capriccio (e salva davvero i mobili)

Il tiragraffi non serve solo a limare le unghie. È un modo per:

  • marcare il territorio (con feromoni e segni visivi),
  • scaricare stress,
  • mantenere unghie e muscoli in salute,
  • creare una routine rassicurante.

Se lo scegli bene, diventa un punto di riferimento, non un oggetto “tollerato” in casa.

Materiali: quello che piace davvero sotto le zampe

Qui si gioca metà della partita. La maggior parte dei gatti ama la corda di sisal, perché è ruvida, resistente e “gratificante” al graffio. Detto questo, l’età e il carattere fanno la differenza.

Cosa tende a funzionare meglio:

  • Gatti adulti: sisal su palo verticale, o sisal su superfici ampie.
  • Gattini: spesso impazziscono per il cartone, soprattutto se ondulato, perché è leggero, facile da “scavare” e dà subito feedback.
  • Gatti anziani: a volte preferiscono materiali più morbidi, come moquette o superfici meno abrasive (anche per articolazioni più sensibili).

Se il tuo gatto ignora un materiale, non è “viziato”, è solo molto coerente con le sue preferenze.

Altezza e struttura: la regola dell’allungamento completo

Un buon tiragraffi verticale deve permettere al gatto di allungarsi completamente. Per molti gatti adulti, una misura sensata è circa 90 cm di altezza utile. Sotto questa soglia, spesso lo useranno comunque, ma con meno entusiasmo, e tenderanno a cercare alternative, come braccioli e spigoli dei mobili.

Quale struttura scegliere in base a età e stile di vita

  1. Cuccioli e giovani gatti: graffiatoi bassi (fino a 1 metro), con appigli facili e superfici da esplorare.
  2. Gatti adulti: strutture più alte, anche a più livelli, con pali multipli e zone di riposo.
  3. Gatti che graffiano a terra: modelli orizzontali o inclinati, meglio se con superficie ondulata.
  4. Case piccole: tavolette compatte, oppure colonne verticali salvaspazio.

Stabilità e robustezza: se traballa, lo abbandonano

Questo punto è brutale, se il tiragraffi si muove mentre il gatto graffia, lui lo registra come “insicuro” e passa oltre. Cerca:

  • base ampia e pesante,
  • palo di diametro generoso, utile soprattutto per gatti grandi,
  • piattaforme ben fissate, senza oscillazioni.

Se serve, puoi anche fissarlo a parete, ma spesso basta scegliere un modello ben bilanciato.

Dove metterlo: il posto giusto vale quanto il modello

Il posizionamento è un trucco sottovalutato. Mettilo dove il gatto vive davvero, non in un angolo “per non vederlo”. Funzionano bene:

  • vicino all’ingresso o ai passaggi,
  • tra zona giorno e terrazzo, o vicino a finestre frequentate,
  • accanto al punto in cui dorme (molti graffiano appena si svegliano).

Modelli consigliati (scegli quello che somiglia al tuo gatto)

Tipo di tiragraffiIdeale perPerché funziona
Colonna verticale in sisalquasi tutti i gattisemplice, efficace, ottimo per allungamento
Tiragraffi “albero” multi-livellogatti attivi, case con più gattiunisce arrampicata, riposo e graffio
Tavoletta compattaspazi piccoli, seconde postazionifacile da spostare, utile “anti emergenza divano”
Orizzontale/inclinato in cartonegattini, graffiatori a terrairresistibile, soprattutto se ondulato
Modello con piattaforme bassegatti anzianipiù accessibile, meno stress su schiena e articolazioni

Il test finale: osserva e “copia” le sue abitudini

L’ultima chiave è guardare il tuo gatto come se fosse un indizio vivente. Graffia in alto o in basso? Preferisce superfici ruvide o morbide? Si stiracchia contro lo stipite o “scava” sul tappeto? Scegli un tiragraffi che replichi quel gesto, con materiale, orientamento e altezza coerenti.

Quando ci prendi, succede una cosa bellissima, smetti di combattere con il gatto e inizi finalmente a collaborare con lui. E il divano, fidati, ringrazia.

Redazione Ottiero Notitizie

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